
(nella foto Il Presidente Mario Giuseppe Castro)
Corleone.
Veneriamo l’immagine o Maria
che i Padri nostri ci hanno tramandata
all’antico splendor riconsegnata;
rendici nuovi Vergine con Te !
Una delle strofe del meraviglioso inno che abbiamo ascoltato, sintetizza tutto ciò che questa comunità sta per vivere questa sera. Infatti stiamo venerando l’immagine di Maria SS. Addolorata
che ci è stata tramandata dai nostri Padri .
Per noi corleonesi “A bedda Matri Addilurata “.
- Oggi ci viene riconsegnata, dopo questo restauro,
che gli ha fatto riacquistare il suo splendore originale.
L’immagine che oggi si pone ai nostri occhi è a dir poco straordinaria;
certo anche prima per noi era comunque bella.
Ma la drammaticità che si scorge oggi da questo dolcissimo volto,
risulta amplificato rispetto a quello che il velo di fumo e di sporco
che la ricoprivano, ci lasciavano intravedere.
I nostri padri ci hanno trasmesso un amore per l’ Addolorata;
in questa statua hanno sempre visto l’immagine, della mamma di Gesù, che
soffre, senza mai disperarsi, senza mai scoraggiarsi.
Il popolo corleonese, si è identificato con questa Addolorata, scorgendo
nel suo dolore il proprio dolore.
Sono circa 260 gli anni trascorsi da quando questa statua è arrivata a Corleone.
Quante preghiere; quante promesse; quante conversioni; quante processioni a piedi
scalzi; quanti bigliettini nascosti all’interno di questa statua, dove si chiedevano
grazie o si affidavano alcuni messaggi (il prof. Correnti né sa qualcosa).
Quanta cera si è consumata davanti a questa immagine; quanti viaggi dei nostri concittadini emigrati, che rinunciavano alle ferie di agosto per poter partecipare
alla processione del Venerdì santo o alla processione del 15 settembre; quanti fazzoletti passati sul volto per il Venerdì santo; quanti fiori benedetti e distribuiti ai fedeli per l’incoronazione.
Quante grida e pianti, quando nel 1976, a causa delle piena nel fiume San Nicolò,
stava per franare la chiesa, quando per mettere in sicurezza, la statua è stata trasferita nella chiesa di Santo Agostino.
Qualche anno fa, quando si partoriva ancora nelle proprie abitazioni, nei parti difficili
ci si affidava alla Vergine Addolorata e si correva in chiesa a prendere la spada
come segno di presenza della Vergine; tanto diventò frequente questa devozione
che spesso la statua rimaneva senza spada, e così ne hanno procurata un’altra.
Nei lunghi periodi di siccità o di pioggia, di guerra o terremoto, veniva portata
in processione di penitenza con il Crocifisso della Catena o con San Leoluca
e San Bernardo.
Il 16 settembre 2008, nel primo pomeriggio la nostra Addolorata veniva
accompagnata a Misilmeri nello studio del prof. Correnti, da tanti confrati
e consorelle; da allora abbiamo seguito le varie fasi del restauro quasi settimanalmente. La gente ci chiedeva informazioni, si interessava e voleva
sapere, qualcuno affettuosamente mi diceva “salutami la Madonnina”.
Abbiamo organizzato visite aperte a tutti, dove siamo stati presenti
tante persone. Il prof. Correnti ci ha fatto vedere come con un batuffolo
di cotone imbevuto in un semplice solvente riusciva a rimuovere lo sporco
ed il fumo.” Avevate un tesoro nascosto ci ha detto”, dopo i primi interventi.
In queste ultime settimane poi a Corleone, la gente ne ha parlato, ha commentato,
ha fatto girare qualche foto; ed il giudizio è stato senz’altro positivo.
Un confratello alla vista di una foto ha avuto questa espressione:
“Mi…ma…… chi si livò u luttu” ?
Si è vero la nostra “ Beddamatri Addilurata” si è tolto il lutto.
Del resto Gesù è Risolto. E anche a noi Lei, la Vergine Santissima ci chiede
di togliere il lutto, di rivestire le vesti della luce, di abbandonare il peccato,
e allora chiediamo alla nostra mamma Addolorata, così come dice, l’ultimo versetto dell’inno che abbiamo cantato stasera:
“Rendici, nuovi Vergine con Te! Amen!
A nome della Confraternita, voglio ringraziare :
Sua Eccellenza l’Arcivescovo; la curia Arcivescovile; la Sopraintendenza ai Beni Culturali.
Il Prof. Gaetano Correnti e tutti i suoi collaboratori, che si sono entusiasmati, e che hanno accolto le nostre numerose invasioni nel loro laboratorio.
Voglio ringraziare la signora Rosanna Di Fresco in Pomilla, per il restauro
del prezioso baldacchino in pittura, datato 1934; la signorina Bice Marino per averlo
rammendato e ricucito.
Il Sign. Di Fulco Salvatore per aver restaurato “u scanneddu” e il Sign. Piero Cerrito per aver rifatto il nuovo impianto d’illuminazione.
Un grazie al Sign. Sindaco e all’Amministrazione comunale; alle Forze dell’Ordine.
Grazie ancora al Decano Don Vincenzo Pizzitola, per sua collaborazione e per averci messo a disposizione la Chiesa madre; ai Parroci, alle Confraternite.
Le Amministrazioni Maschile e Femminile della nostra Confraternita.
Voglio ringraziare inoltre tutti coloro che sono intervenuti con le proprie
offerte economiche; tutti coloro che hanno contribuito con il proprio lavoro
e il proprio servizio alla realizzazione di questo restauro:
(come sapete per nostra scelta non finanziato da alcun ente, ma dalla confraternita
e dalle offerte di voi fedeli); ed infine un grazie di vero cuore al nostro amatissimo Rettore del Santuario Don Giuseppe Provenzano.
Corleone 22 marzo 2009
Il Presidente della Confraternita
Mario Giuseppe Castro
che i Padri nostri ci hanno tramandata
all’antico splendor riconsegnata;
rendici nuovi Vergine con Te !
Una delle strofe del meraviglioso inno che abbiamo ascoltato, sintetizza tutto ciò che questa comunità sta per vivere questa sera. Infatti stiamo venerando l’immagine di Maria SS. Addolorata
che ci è stata tramandata dai nostri Padri .
Per noi corleonesi “A bedda Matri Addilurata “.
- Oggi ci viene riconsegnata, dopo questo restauro,
che gli ha fatto riacquistare il suo splendore originale.
L’immagine che oggi si pone ai nostri occhi è a dir poco straordinaria;
certo anche prima per noi era comunque bella.
Ma la drammaticità che si scorge oggi da questo dolcissimo volto,
risulta amplificato rispetto a quello che il velo di fumo e di sporco
che la ricoprivano, ci lasciavano intravedere.
I nostri padri ci hanno trasmesso un amore per l’ Addolorata;
in questa statua hanno sempre visto l’immagine, della mamma di Gesù, che
soffre, senza mai disperarsi, senza mai scoraggiarsi.
Il popolo corleonese, si è identificato con questa Addolorata, scorgendo
nel suo dolore il proprio dolore.
Sono circa 260 gli anni trascorsi da quando questa statua è arrivata a Corleone.
Quante preghiere; quante promesse; quante conversioni; quante processioni a piedi
scalzi; quanti bigliettini nascosti all’interno di questa statua, dove si chiedevano
grazie o si affidavano alcuni messaggi (il prof. Correnti né sa qualcosa).
Quanta cera si è consumata davanti a questa immagine; quanti viaggi dei nostri concittadini emigrati, che rinunciavano alle ferie di agosto per poter partecipare
alla processione del Venerdì santo o alla processione del 15 settembre; quanti fazzoletti passati sul volto per il Venerdì santo; quanti fiori benedetti e distribuiti ai fedeli per l’incoronazione.
Quante grida e pianti, quando nel 1976, a causa delle piena nel fiume San Nicolò,
stava per franare la chiesa, quando per mettere in sicurezza, la statua è stata trasferita nella chiesa di Santo Agostino.
Qualche anno fa, quando si partoriva ancora nelle proprie abitazioni, nei parti difficili
ci si affidava alla Vergine Addolorata e si correva in chiesa a prendere la spada
come segno di presenza della Vergine; tanto diventò frequente questa devozione
che spesso la statua rimaneva senza spada, e così ne hanno procurata un’altra.
Nei lunghi periodi di siccità o di pioggia, di guerra o terremoto, veniva portata
in processione di penitenza con il Crocifisso della Catena o con San Leoluca
e San Bernardo.
Il 16 settembre 2008, nel primo pomeriggio la nostra Addolorata veniva
accompagnata a Misilmeri nello studio del prof. Correnti, da tanti confrati
e consorelle; da allora abbiamo seguito le varie fasi del restauro quasi settimanalmente. La gente ci chiedeva informazioni, si interessava e voleva
sapere, qualcuno affettuosamente mi diceva “salutami la Madonnina”.
Abbiamo organizzato visite aperte a tutti, dove siamo stati presenti
tante persone. Il prof. Correnti ci ha fatto vedere come con un batuffolo
di cotone imbevuto in un semplice solvente riusciva a rimuovere lo sporco
ed il fumo.” Avevate un tesoro nascosto ci ha detto”, dopo i primi interventi.
In queste ultime settimane poi a Corleone, la gente ne ha parlato, ha commentato,
ha fatto girare qualche foto; ed il giudizio è stato senz’altro positivo.
Un confratello alla vista di una foto ha avuto questa espressione:
“Mi…ma…… chi si livò u luttu” ?
Si è vero la nostra “ Beddamatri Addilurata” si è tolto il lutto.
Del resto Gesù è Risolto. E anche a noi Lei, la Vergine Santissima ci chiede
di togliere il lutto, di rivestire le vesti della luce, di abbandonare il peccato,
e allora chiediamo alla nostra mamma Addolorata, così come dice, l’ultimo versetto dell’inno che abbiamo cantato stasera:
“Rendici, nuovi Vergine con Te! Amen!
A nome della Confraternita, voglio ringraziare :
Sua Eccellenza l’Arcivescovo; la curia Arcivescovile; la Sopraintendenza ai Beni Culturali.
Il Prof. Gaetano Correnti e tutti i suoi collaboratori, che si sono entusiasmati, e che hanno accolto le nostre numerose invasioni nel loro laboratorio.
Voglio ringraziare la signora Rosanna Di Fresco in Pomilla, per il restauro
del prezioso baldacchino in pittura, datato 1934; la signorina Bice Marino per averlo
rammendato e ricucito.
Il Sign. Di Fulco Salvatore per aver restaurato “u scanneddu” e il Sign. Piero Cerrito per aver rifatto il nuovo impianto d’illuminazione.
Un grazie al Sign. Sindaco e all’Amministrazione comunale; alle Forze dell’Ordine.
Grazie ancora al Decano Don Vincenzo Pizzitola, per sua collaborazione e per averci messo a disposizione la Chiesa madre; ai Parroci, alle Confraternite.
Le Amministrazioni Maschile e Femminile della nostra Confraternita.
Voglio ringraziare inoltre tutti coloro che sono intervenuti con le proprie
offerte economiche; tutti coloro che hanno contribuito con il proprio lavoro
e il proprio servizio alla realizzazione di questo restauro:
(come sapete per nostra scelta non finanziato da alcun ente, ma dalla confraternita
e dalle offerte di voi fedeli); ed infine un grazie di vero cuore al nostro amatissimo Rettore del Santuario Don Giuseppe Provenzano.
Corleone 22 marzo 2009
Il Presidente della Confraternita
Mario Giuseppe Castro

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