giovedì 25 marzo 2010


Da Dialogos del 25.03.2010

Il cammino della Passione Il Venerdì Santo a Corleone
Mostra fotografica di Antonio Ria
CORLEONE Museo «Pippo Rizzo» Palazzo Provenzano
Via Orfanotrofio, 4
20 marzo – 11 aprile 2010
Inaugurazione Sabato 20 marzo 2010 – ore 18.00
Sabato 20 marzo 2010 alle ore 18 presso il Museo «Pippo Rizzo»/Palazzo Provenzano di Corleone (Palermo) verrà inaugurata la mostra fotografica di Antonio Ria «Il cammino della Passione. Il Venerdì Santo a Corleone». Intervengono il Sindaco di Corleone Antonino Iannazzo, l’Assessore alla Cultura Carlo Vintaloro, il Condirettore del «Giornale di Sicilia» Giovanni Pepi; introduce Don Vincenzo Pizzitola, Presidente del Comitato «Venerdì Santo a Corleone»; sarà presente l’Autore.
L’esposizione nasce da una ricerca effettuata dall’etnofotografo Antonio Ria nel 1991 a Corleone per documentare – con un approccio antropologico – l’intera giornata del Venerdì Santo: riti che hanno una storia di oltre mezzo millennio. Scrive Ria nel volume pubblicato in occasione della mostra: «Nel 1991 ho inteso “calarmi” in questo “spaccato” di vita corleonese per riportare le immagini diurne e notturne delle due processioni del Venerdì Santo, il “giorno più lungo” a Corleone. Sono fotografie in bianco e nero e a colori che – attraverso la documentazione dei vari momenti dell’antico rito – volevano soprattutto far emergere e raccontare il volto della città. Perché presentarle oggi a Corleone, a distanza di quasi vent’anni? Perché – nella luce accecante dell’”ora terza” o nei riflessi flebili e misteriosi della notte, sui visi dei suoi abitanti, nell’ammirazione dei bambini, nella partecipazione dei giovani, nello sguardo dolorante di molte donne, negli occhi tristi e pensosi dei vecchi – si può ancora continuare a leggere tra le righe la storia di Corleone».
La mostra è promossa dal Comitato «Venerdì Santo a Corleone» in collaborazione e con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Corleone.
Il catalogo Il cammino della Passione. Il Venerdì Santo a Corleone è pubblicato da Palladium editore, con testi dell’antropologo Franco La Cecla, del critico fotografico Roberto Mutti e del fotografo Ferdinando Scianna.
La mostra resterà aperta fino all’11 aprile 2010 con i seguenti orari: tutti i giorni 9-13 / 16-19; domenica 9-13.
Ingresso libero.
Si allega curriculum di Antonio Ria, testi e alcune fotografie, da utilizzare esclusivamente in relazione alla mostra.
Per informazioni
Comitato «Venerdì Santo a Corleone»
Via B. Verro, 5
90034 Corleone (Palermo)
Tel. 091.8464056; fax 091.8468590; cell. 329.0933560
Brani dal volume di Antonio Ria Il cammino della passione. Il Venerdì Santo a Corleone, Palladium editore, Bagheria (Palermo) 2010
Con Antonio Ria condivido la passione per le immagini e quella per la letteratura. Il suo sguardo lo sento colto, letterario, mai estetizzante. Preoccupato del racconto: la forma serve a rendere più limpido il racconto, a sottolinearne le sfaccettature, a fare sentire – attraverso il visibile – il sentimento e il senso di quello che sotto i nostri occhi accade.
È quello che io intendo per sguardo colto: uno sguardo lungo, che attraverso le immagini punta al cuore delle cose.
Ferdinando Scianna
fotografo
Alternando bianconero e colore, visione d’assieme e sottolineatura dei particolari, elementi importanti e secondari, Antonio Ria ci avvicina al Venerdì Santo con una semplicità solo apparente: quando riprende i momenti della processione usa lo strumento dell’insistenza riproponendo le immagini del corpo del Cristo che appena si nota oltre i lembi del lenzuolo teso che lo trasporta, emerge con prepotenza sul tavolo su cui è deposto, ricompare in una nicchia votiva con il capo avvolto dalla corona di spine. Ma attorno a questo nucleo centrale tutto si muove in un insieme costituito da cerchi concentrici con i più vicini che riprendono gli uomini vestiti di lunghi sai bianchi e rossi in processione o donne e uomini che portano stendardi e vessilli. Man mano che ci si allontana, ecco comparire gli elementi di contorno come la banda musicale, i carabinieri, i fedeli al seguito e infine, ai margini estremi, gli uomini che sostano davanti al bar o i ragazzi seduti sui motorini. Là in fondo resta sola, svettante verso il cielo, la croce con due scale appoggiate, in attesa che come ogni anno si ripeta il rito della crocefissione e della deposizione, il simbolo di un tempo circolare dove tutto torna a ripetersi in un eterno ritorno.

Roberto Mutti
critico fotografico
La cosa che nelle foto di Ria viene all’occhio è che davvero questa è soprattutto una rappresentazione maschile: sono uomini che portano il fercolo, sono uomini gli incappucciati, sono uomini le confraternite. Le donne assistono, addolorate, ma la scena attiva, la Passione è quasi tutta una Passione maschile. Nella prova di forza e di stanchezza di chi nel Venerdì Santo porta la bara di Cristo, c’è una iniziazione…
C’è la prova di se stessi fino allo spasimo: una prova in cui il corpo di Cristo martoriato è in qualche modo il parallelo, la giustificazione divina di uno sforzo umano, maschile: di spalle, gambe, braccia. Lo spazio del paese ne viene investito. Il dolore è qui scena, non è festa, è qualcosa un po’ differente: è una messa alla prova del corpo collettivo, una saeta ispanica diretta a tutto il paese. In qualche maniera questo dolore rappresentato è un modo di raggruppare di nuovo tutti – uomini, donne e bambini – intorno alla verifica della comune appartenenza a un mondo che ha nel dolore una prova di identità.
Franco La Cecla
antropologo
Antonio Ria (fotografo, giornalista e saggista) è nato in Puglia nel 1945 e vive a Milano dal 1980. Laureato in filosofia e in teologia, ha iniziato quarant’anni fa una ricerca etno-fotografica nel mondo popolare, documentando feste e rituali in Italia e all’estero con particolare riferimento alla religiosità, attento anche alla produzione materiale della cultura. Questa attività gli ha permesso di osservare e documentare numerosi fenomeni culturali sia in Italia sia in diversi paesi del mondo: ne ha tratto vari libri fotografici, fra cui La treccia di Tatiana, con testi di Lalla Romano (Einaudi 1986), Italians in Manchester (Musumeci 1990), Poesia diretta, con testi di Franco Beltrametti (Mazzotta 1992), La doppia memoria. Feste religiose degli italo-americani a New York, con testi – fra gli altri – di Ferdinando Scianna e Franco La Cecla (Imago 1998). Ha anche esposto in mostre personali e collettive in Italia, Svizzera, Francia, Inghilterra, Germania, Croazia. La sua attività di fotografo freelance è accompagnata dal lavoro giornalistico e di critica. Svolge un’intensa attività come curatore di mostre fotografiche in Italia e in Svizzera.
Dr. Antonio Ria – Via Brera, 17 – 20121 Milano
Tel. e fax 02.86463326 – cell. 348.5601217 – e-mail: antonioria@libero.it

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